Inside Out 2: le emozioni sono diventate adolescenti – Recensione
Cosa accade al nostro cervello durante l’adolescenza? La mente si espande, per fare posto a nuove emozioni: da questo presupposto prende il via Inside Out 2, il nuovo film di animazione Disney e Pixar che sbarca nei cinema italiani il 19 giugno. Il sequel dell’acclamato Inside Out del 2015 arriva infatti a nove anni di distanza per raccontarci la crescita della protagonista Riley, ora adolescente.
La trama di Inside Out 2
Ritroviamo così tutte le emozioni già note: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, che hanno imparato a convivere per dare a Riley la possibilità di creare il “Senso di Sé”, che germoglia dalle sue convinzioni rendendola una ragazza buona e gentile.

Ma d’improvviso, alla vigilia del summer camp di hockey cui Riley si appresta a partecipare con le sue amiche con la speranza di entrare nella squadra di hockey del liceo cui vorrebbe iscriversi, scatta l’emergenza: pubertà! In fondo, questo scenario era stato preparato già anni fa: Inside Out si concludeva infatti con una battuta provocatoria di Gioia quando sulla console appariva un nuovo pulsante con la scritta “pubertà”.
“Che mai potrebbe accadere?”.
Di fatto, il primo film poneva le basi per la successiva fase della vita di Riley. E con questa nuova fase, il Quartier Generale delle emozioni subisce una vera e propria demolizione e conseguente ristrutturazione: nuova plancia di controllo e soprattutto nuove emozioni. Arrivano così Ansia, Ennui, Imbarazzo e Invidia (e si affaccia Nostalgia che – forse, chissà – ritroveremo in un sequel?).

A conquistare l’attenzione – e il controllo nella testa di Riley – è Ansia, una carica di energia frenetica che si assicura con entusiasmo che Riley sia preparata per ogni possibile insuccesso. Proprio questo suo senso di protezione nei confronti di Riley, fa sì che Ansia allontani tutte le vecchie emozioni che ritiene di intralcio (anche se, per esempio, Rabbia è un’emozione che nel corso dell’adolescenza è parecchio presente), per spingere la ragazza alla perfezione, cercando di creare un nuovo Senso di Sé. Nel frattempo, Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto – nel tentativo di tornare al Quartier Generale – si trovano a ripercorrere i meandri della mente di Riley: ritroviamo così alcuni luoghi già conosciuti nel primo film, che tuttavia si mostrano evoluti e in alcuni casi trasformati proprio per raccontare la crescita della ragazza e i cambiamenti in atto, e ne scopriamo altri, svelando un mondo mentale in continua evoluzione.
Ansia, pur non essendo un nemico, porterà Riley a esplodere, creando un vortice di ansia e insicurezza che non farà altro che danneggiarla. Come ha spiegato il regista Kelsey Mann “Nel tentativo di assicurarsi che Riley sia al sicuro e venga accettata dagli altri, Ansia la spinge a cambiare. Credo che molti adolescenti lo facciano – io so di averlo fatto. Cambiamo ciò che siamo, ci trasformiamo un po’ per essere accettati. Ma siamo sicuri che trasformarci per piacere agli altri sia la cosa giusta da fare?”.
Una situazione in cui – ammettiamolo – non è che migliori molto anche passata l’adolescenza. Per questo, Inside Out 2 arriva in maniera forte e decisa – come un pugno nello stomaco – anche al pubblico più maturo, che facilmente potrà riconoscere dinamiche che quotidianamente mettiamo in atto.
Le nuove emozioni e le loro voci italiane
Come ha spiegato Pete Docter (regista del primo Inside Out che torna in questo sequel come produttore esecutivo), Inside Out 2 “ci ha dato l’opportunità di inserire alcune delle emozioni che non eravamo riusciti a utilizzare. Ovviamente, i bambini più piccoli provano sentimenti come l’imbarazzo e l’invidia, ma credo che il nostro trucchetto di farli comparire solo in una fase successiva della vita funzioni bene, considerando quanto queste emozioni siano intense durante la nostra adolescenza. È stato fantastico sviluppare personaggi più divertenti, caricaturali e credibili”.
Conosciamo allora più da vicino queste nuove emozioni.
- ANSIA si assicura con entusiasmo che Riley sia preparata per ogni possibile insuccesso: armata di liste e piani meticolosamente organizzati per assicurarsi che Riley non commetta mai errori, Ansia è sempre dieci passi avanti e non fa altro che prevedere gli scenari peggiori.
- ENNUI è annoiata e apatica, solita alzare gli occhi al cielo: aggiunge una dose di indifferenza adolescenziale alla personalità di Riley, quando ne ha voglia. Per farlo, non ha neppure bisogno di alzarsi dal divano: Ennui può gestire la consolle da remoto utilizzando un’app del suo smartphone.
- INVIDIA è piccola, ma sa bene cosa vuole. È perennemente gelosa di tutto ciò che hanno gli altri e non ha paura di disperarsi per questo. Invidia rappresenta i sogni e desideri che tutti gli adolescenti conoscono molto bene – alla fine, influenzerà gli obiettivi che Riley cercherà di raggiungere.
- IMBARAZZO è ovviamente timido e decisamente silenzioso, pronto a scaraventarsi sulla consolle del Quartier Generale al primo segno di situazioni sociali imbarazzanti.
In italiano, a dare corpo alle nuove emozioni un cast di voci davvero perfetto: Pilar Fogliati (Ansia), Deva Cassel (Ennui), Marta Filippi (Invidia) e Federico Cesari (Imbarazzo), insieme a Sara Ciocca nel ruolo di Riley. Inoltre, Stella Musy, Paolo Marchese, Melina Martello, Daniele Giuliani e Veronica Puccio tornano nei panni di Gioia, Rabbia, Tristezza, Paura e Disgusto.

Un film che parla a tutti
Inside Out 2 è, come la protagonista Riley, un film ancora più maturo del precedente e ci ribadisce un messaggio fondamentale: i momenti di passaggio sono sempre critici ma per essere delle persone complete abbiamo bisogno di tutte le nostre emozioni e di tutte le nostre sfumature. Dalla Gioia alla Rabbia, dall’Ansia all’Imbarazzo: sono tutte parte di noi ed è importante più che mai riuscire a gestirle in armonia. E seppure in Inside Out 2 possa sembrare tutto “troppo semplice” (magari fosse così immediato mettere a tacere l’Ansia, ad esempio), non bisogna dimenticare che si tratta di un film destinato a un pubblico eterogeneo, in grado di parlare a tutti. Per i più grandi, sarà sicuramente uno spunto importante per riflettere sulla gestione delle proprie emozioni.

