Insidious: Fuori dal’Altrove, la porta rossa si apre di nuovo
Sedici anni dopo il primo Insidious, firmato da James Wan, arriva oggi, 19 agosto, nelle sale italiane il sesto capitolo del fortunato franchise, che finora ha incassato oltre 740 milioni di dollari. Il film è prodotto da Sony e distribuito da Eagle Pictures.
Insidious: Fuori dall’Altrove vede James Wan, cineasta malese naturalizzato australiano, nel ruolo di produttore, mentre lascia la regia a Jacob Chase (Come Play), suo collaboratore di lungo corso. Non è la prima volta che Wan affida la regia dei sequel ad altri cineasti: è successo con le saghe horror di Saw, Annabelle, The Conjuring e con la stessa Insidious. Una scelta che ha prodotto risultati discontinui, anche se il franchise di Insidious è forse uno dei meglio riusciti tra quelli nati dalla collaborazione di Wan.
Nel cast del nuovo film ci sono Amelia Eve (The Haunting of Bly Manor), Brandon Perea (Nope) e Lin Shaye, volto storico della saga di Insidious.
Nuova famiglia, nuova minaccia
Protagonista di Insidious: Fuori dall’Altrove è una nuova famiglia, alle prese con una minaccia che ridefinisce le possibilità dell’Altrove. Gemma Hall è una madre che cresce la figlia Maya nella casa della propria infanzia, un luogo segnato da ricordi dolorosi e terrificanti. La madre di Gemma, Ingrid, è stata infatti consumata da una breve e inspiegabile depressione che l’ha condotta al suicidio.
Gemma ha un unico obiettivo: rimanere lucida e non lasciarsi abbattere da niente e da nessuno, per crescere sua figlia nel migliore dei modi. Tra il lavoro da dentista e gli impegni quotidiani, però, qualcosa cambia rapidamente. Ricompaiono strani oggetti che pensava di aver perso e iniziano violenti incubi, che Gemma percepisce sempre più come una minaccia reale.
Nel frattempo, un inquietante trio di anziani — due donne e un uomo — si trasferisce proprio di fronte a casa sua, aumentando ulteriormente il suo senso di inquietudine. Presto Gemma scopre di poter accedere all’Altrove, il limbo abitato dalle anime perdute al centro dell’universo di Insidious. Ma lei non è una semplice “viaggiatrice”: è una “corriere”, capace di riportare nel mondo reale chi abita quel luogo.
Il ritorno di Elise
Quando un potente demone e i suoi accoliti comprendono le capacità di Gemma, cercano di sfruttare lei, il fidanzato Nick e la figlia Maya per conquistare il mondo dei vivi.
A intervenire in aiuto della protagonista sarà Elise Rainer, l’investigatrice psichica e demonologa che conosce gli angoli più oscuri dell’Altrove. Nonostante la sua morte, avvenuta per mano dell’entità che possedeva Josh Lambert nel primo Insidious, Elise ha continuato a guidare chi entra nel limbo e a proteggere il mondo reale dalle sue presenze. Sarà lei ad aiutare Gemma, spiegandole la nuova battaglia che dovrà affrontare.
Demoni, fantasmi e creature: tra passato e presente
L’universo di Insidious deve gran parte del suo successo a mostri e creature di ogni tipo che, grazie alla loro caratterizzazione, sono entrati nel cuore dei fan. Nel nuovo film Chase ne riporta sullo schermo alcuni tra i più amati, recupera presenze meno conosciute dei capitoli precedenti e introduce nuovi demoni.
Una scelta che apre ulteriori possibilità per un universo narrativo ormai diventato autonomo. Tra i mostri iconici della saga ricompaiono il Demone della Chiave, la Sposa in Nero e il Demone dalla Faccia Rossa, interpretato ancora una volta da Joseph Bishara, compositore delle musiche della serie e autore della colonna sonora del nuovo film.
Traumi da elaborare e terrori quotidiani
Insidious: Fuori dall’Altrove mantiene l’impostazione dei precedenti film, ma allo stesso tempo riesce a slegarsi dalle loro storie. Elise resta il cuore pulsante della saga, la porta rossa è una costante e viene citata la famiglia Lambert, protagonista degli altri capitoli. Al di là di questi elementi, però, Chase riporta il terrore nella dimensione quotidiana.
Il film ruota soprattutto attorno al trauma legato alla madre di Gemma, che si toglie la vita davanti alla figlia, facendola crescere con la paura di essere a sua volta soggetta a disturbi mentali e di trasmettere questa eredità a Maya.
Passo dopo passo, Gemma dovrà comprendere qualcosa che le era sfuggito da bambina e accettarlo per riuscire ad affrancarsi dal proprio passato.
Interessante anche il modo in cui il soprannaturale irrompe nella sua quotidianità. La poltrona del dentista non è più soltanto un luogo di cura, ma diventa la “culla” di un terrore primordiale, capace di colpire una paura che, in fondo, conosciamo tutti. Persino nella sala d’attesa, le creature dell’Altrove si mescolano ai pazienti.
In casa, invece, il fortino costruito da Maya con i cuscini del divano si trasforma in un labirinto senza uscita: un espediente che rende concreto il senso di claustrofobia e richiama i brividi delle case dell’orrore dei Luna Park.
Un film spaventoso, ma non troppo
Insidious: Fuori dall’Altrove è spaventoso quanto basta, senza puntare tutto sull’orrore. È soprattutto un film emotivo, che racconta una storia di madri e genitorialità, trasformando i mostri nella personificazione dell’ansia di non essere all’altezza del proprio ruolo.
Per affrontare i “mostri” del presente, Gemma deve prima fare i conti con quelli del passato. È questo il vero centro del film di Jacob Chase, più interessato ai traumi familiari e alle paure quotidiane che alla semplice successione di jump scare.
È soprattutto nella parte finale che Insidious: Fuori dall’Altrove mostra qualche debolezza: la storia diventa più prevedibile e anche leggermente confusa, soprattutto quando l’orda di demoni conduce i protagonisti verso il climax e il finale.
Nonostante questo, le atmosfere, la regia di Chase e le performance del cast rendono il sesto capitolo di Insidious piacevole e, soprattutto, non ridondante. Un nuovo viaggio nell’Altrove che riesce a espandere l’universo della saga senza limitarsi a ripetere quanto già visto.
